Sciopero della spesa, disobbedienza civile contro gli aumenti: dove è successo - buttalapasta.it
I consumatori si sono coalizzati attuando uno sciopero della spesa, ormai i rincari dei prezzi quando vanno a fare la spesa hanno stancato.
Sciopero della spesa, è la mossa che alcuni consumatori hanno scelto di mettere in atto. E questo modo di fare rappresenta la maniera per dire basta ad una tendenza che va avanti da fin troppo tempo. È una protesta contro gli aumenti di prezzo che hanno caratterizzato la spesa di milioni di persone. Il prezze dei beni sia di prima necessità che non indispensabili ha raggiunto un livello ormai non più tollerabile. Soprattutto alla luce di alcuni dati statistici certi.
Ad esempio è notizia di qualche giorno fa che l’Italia rappresenta il peggio nell’ambito di tutta l’Euro Zona per quanto riguarda gli stipendi. I salari nel nostro Paese sono diminuiti dell’8%, che non è poco. Stipendi minori e carovita sempre più alto fanno dell’Italia uno dei posti a questo punto meno confortevole che ci siano. Logico pensare che la protesta contro i rincari e lo sciopero della spesa possano essere nati da noi. Dove è andata in scena questa contestazione?
Beh, non in Italia, ma in Svezia, dove è sorto anche l’apposito slogan “Bojkotta vecka 12”– Che si traduce con “Boicotta la settimana 12”. Questo è il nome del movimento dei consumatori che si sono mobilitati per alzare la voce contro la impennata dei prezzi degli alimenti di prima necessità. Ed allora le persone che hanno deciso di aderire a questo movimento hanno fatto sapere che non faranno la spesa per sette giorni nei punti vendita di Coop, Lidl e Willys ed Hemköp, che sono prettamente svedesi.
Settimana 12 significa la dodicesima settimana dell’anno, è già iniziata, lo scorso 24 marzo, e proseguirà fino al 31 marzo. Colpisce che sia proprio un Paese come la Svezia, dove generalmente tutto quanto funziona meglio rispetto l’Italia, ad essere sceso in piazza. Ma anche lì l’aumento dei prezzi si è fatto sentire negli ultimi tre anni. E chissà se la cosa porterà a dei risultati.
Sciopero della spesa, dove sta succedendo – buttalapasta.it
Sui social la iniziativa “Bojkotta vecka 12” si sta facendo sentire e ha raggiunto un numero considerevolmente alto di partecipanti, tutti d’accordo nell’affermare che quanto sta succedendo non sia solo frutto di fattori geopolitici e socioeconomici sfavorevoli. C’è evidentemente anche una speculazione evidente ad essersi messa di traverso.
Non si ha notizia di precedenti di questo genere in Svezia, prima di ora. E tutto ciò vuole ora esercitare una pressione nei confronti della Grande Distribuzione Organizzata locale oltre che del governo del Paese scandinavo. C’è però già una risposta da parte delle principali aziende che sono state chiamate in causa. Ed i toni usati sono tutt’altro che concilianti.
La loro risposta vige sul rimarcare come le materie prime costino molto di più che in passato. Ma poi le stesse aziende replicano sul fatto che questo sciopero della spesa alla fine si tramuterà in un successo per loro, visto che i veri colpevoli sono altri. Ovvero i produttori.
La risposta di GDO e governo – buttalapasta.it
Pure il Governo ha replicato parlando di situazioni in ambito politico ed economico non favorevoli, oltre che ad effetti evidentemente riconducibili al cambiamento climatico, come i raccolti scarsi e flagellati da alluvioni o siccità. Ma il governo svedese ha anche replicato come questo sia un problema da affrontare. Il prezzo del cioccolato alto sta causando dei problemi, per dire.
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