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Trucchi e segreti

Quando mia suocera ha visto che metto la bottiglia dell’olio vicino ai fornelli per poco non le veniva un colpo: ecco cosa mi ha detto

Come si conserva adeguatamente l’olio d’oliva? Non tutti i luoghi vanno bene e bisogna conoscere i trucchi per mantenerlo al meglio. 

L’olio d’oliva è un ingrediente imprescindibile per moltissime preparazioni e come condimento per innumerevoli piatti. Basilare in cucina, è sempre presente e dal momento che c’è bisogna anche sapere come conservarlo nel modo migliore. 

Per non alterare l’aroma e mantenere integre le qualità nutrizionali dell’olio d’oliva la modalità di conservazione è molto importante. Lasciarlo in giro qua e là dove capita tra i ripiani della cucina non va bene. Bisogna sapere effettimamente dove tenerlo e ci sono alcune cose da tenere a mente.

Un’ottima conservazione dell’olio d’oliva deve partire dalla filiera produttiva passando per lo stoccaggio fino poi ad arrviare al mantenimento in casa. Se non si può influire su quelle prime fasi certamente è possibile e doveroso agire per conservarlo bene tra le mura domestiche.

I segreti per una buona conservazione dell’olio d’oliva

Bisogna considerare vari fattori che possono nuocere all’olio d’oliva arrivando a deteriorarlo o alterare le sue qualità organolettiche e il gusto. Un vero e proprio nemico dell’olio d’oliva è l’ossidazione. Questa è provocata dall’esposizione diretta all’aria.

Come conservare al meglio l’olio d’oliva – buttalapasta.it

L’ossigeno scatena un processo ossidativo che porta alla produzione di radicali liberi, nocivi per la salute umana. Per questo è fondamentale tenere sempre il tappo sulla bottiglia di olio e non lasciarla a lungo scoperta. Molti utilizzano le oliere per servire l’olio in tavola.

Sicuramente hanno un certo fascino, sono belle e sanno di antico, ma per quanto riguarda la conservazione dell’olio le oliere non sono affatto consigliate, anzi. I coperchi delle oliere non sono ermetici ed è inevitabile che entri dell’aria che ovviamente porta ad innsescare un processo ossidativo seppur minimo.

Inoltre riempiendo l’oliera con dell’olio fresco quando è ancora presente quello vecchio che è già in parte ossidato inneschiamo un processo di ossidazione maggiore. Il luogo in cui si conserva l’olio è molto importante. È essenziale che sia lontano dalla presenza di odori molto forti come ad esempio quello del fumo o di spezie con una profumazione molto persistente.

L’olio deve stare alla larga da luoghi in cui è presente muffa, ma anche materiali combustibili e solventi. Questo perché l’olio ha una grande capacità assorbente e può contaminarsi facilmente con ciò con cui viene a contatto. È bene che sia conservato in bottiglie scure e riposto in luoghi riparati dalla luce diretta.

La luce, infatti, stimola gli elettroni della clorofilla presenti nell’olio e provoca di conseguenza l’innesco del processo di ossidazione. L’olio si trova così in breve tempo alterato nelle sue proprietà organolettiche. Sensibile sia al caldo che al freddo eccessivo l’olio va preservato dalle temperature estreme. 

La modalità di conservazione ottimale dell’olio d’oliva, il cui prezzo in crescita potrebbe anche scendere a breve,  è in un luogo asciutto e ad una temperatura tra i 14° e i 18°. Per le lunghe conservazioni va bene anche tenere l’olio in cantine ma sempre sopra i 10°.

Emiliano Fumaneri

Veronese di nascita, ho vissuto molti anni in Trentino-Alto Adige (Merano, Trento, Rovereto). Vivere in una regione di confine così ricca di storia e di strazi ha suscitato in me la passione per le lingue straniere e la curiosità per culture e costumi differenti. Mi appassionano anche la geopolitica e le tematiche ambientali.

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