In questa bontà c'è di tutto (purtroppo): la scoperta che spaventa - buttalapasta.it
C’è una bontà che piace veramente a tutti e che si è diffusa anche nel nostro Paese da decenni oramai. Eppure non tutto è chiaro come dovrebbe.
Quante sono le specialità che abbiamo fatto nostre e che arrivano dall’estero? Decisamente tante. Il mercato si è espanso con la velocizzazione dei mezzi e con la creazione di nuove rotte commerciali, ed oggigiorno si può avere di tutto in qualsiasi stagione. Anche e soprattutto per quanto riguarda l’aspetto alimentare. E c’è una bontà di un paese situato ad est che in molti apprezzano particolarmente.
Kebab, dal Vicino Oriente, e dalla Turchia in particolare arriva questa specialità gastronomica che non sempre unisce la qualità alla quantità che sa offrire. Tale manicaretto è ormai diffuso a livello mondiale in tutti e cinque i continenti, con anche alcune varianti. Di base però il piatto proposto resta lo stesso, con la carne impiegata che è di agnello, di manzo ed anche di pollo o di maiale. Dipende dai posti di riferimento. Alla stessa poi vengono accompagnate diverse spezie e diversi condimenti.
A destare dubbi però è proprio la qualità della carne impiegata. Alcuni sono sicuramente buoni, soprattutto quando parliamo di preparazioni artigianali e soprattutto se nei luoghi di origine. Un po’ come la pizza con Napoli e dintorni. Ci sono diversi test che confermano, nel caso del kebab, come la qualità delle carni alle quali si fa ricorso non sia sempre accettabile.
A volte riguarda la provenienza della stessa, che può arrivare da allevamenti intensivi, dove gli animali sono sottoposti a pratiche che causano loro sofferenza. Anche i metodi di conservazione e di preparazione della carne per il kebab possono non rispondere alle necessarie norme vigenti in fatto di sicurezza alimentare.
Cosa c’è davvero nel kebab? – buttalapasta.it
Eppure il kebab è così buono: merito – o colpa – della marinatura e dei condimenti impiegati, con però salse ed altro che potrebbero contenere dei conservanti, anche in eccesso. E pure in questo caso di provenienza non nota e quindi potenzialmente nociva per la salute.
Da non trascurare è anche la questione della preparazione. Esistono kebab fatti con carne cotta su spiedi rotanti, un metodo tradizionale che consente alla carne di cuocere in modo uniforme e di sprigionare aromi inconfondibili. Però ci sono anche varianti preparate in modo meno scrupoloso, dove la carne potrebbe non essere cotta a dovere o possa persino contenere parti meno nobili dell’animale.
E restano sempre forti controindicazioni sull’alto contenuto calorico del kebab, sulla presenza di sale in eccesso e di grassi saturi, e sull’igiene alimentare.
Come evitare ogni rischio – buttalapasta.it
Non tutti i locali predisposti rispettano le regole in tal senso, e ci può essere il rischio di incappare in infezioni alimentari. Alla luce di tutte queste controindicazioni, il consiglio è quello di mangiare kebab solamente una volta ogni tanto, anche perché ti dà poco dal punto di vista nutrizionale e fin troppo in quanto a quello calorico e di grassi. La UE ha normative precise in proposito anche ad altre situazioni alimentari.
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