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Trucchi e segreti

Fonduta di formaggio, per averla filante e cremosa serve un passaggio fondamentale: la tecnica

Come fare una fonduta di formaggio davvero perfetta? Il segreto per un risultato cremoso e filante è in un passaggio da non tralasciare.

Nelle stagioni fredde la fonduta di formaggio è un cibo gustosissimo e particolarmente invitante. Da accompagnare con crostini di pane, questo piatto ha origini nordiche e richiama in mente l’atmosfera delle baite di montagna. Ma sia che la si voglia gustare in un contesto montano che nella propria casa in città bisogna saperla fare bene.

Una buona fonduta di formaggio richiede un po’ di esperienza e soprattutto la conoscenza della tecnica e quindi dei passaggi fondamentali per ottenere un risultato ottimale. Mangiare una fonduta di formaggio vuol dire fare un’esperienza sensoriale che coinvolge oltre il gusto anche l’olfatto e la vista. Deve avere la giusta consistenza e un buon sapore, ma al tempo stesso essere anche visivamente gradevole, ovvero liscia e vellutata, con un odore avvolgente.

Le varianti possono essere molteplici perché innanzitutto dipendono dal tipo di formaggio che si adopera. La preparazione, infatti, è influenzata fortemente proprio da questo elemento. Scopriamo le tipologie di fonduta esistenti e la tecnica giusta per realizzarla nel modo migliore così da ottenere un risultato da applausi.

I segreti per una fonduta di formaggio da leccarsi i baffi

Tra i tipi di fonduta di formaggio che si possono realizzare c’è la fonduta francese. Si tratta di una preparazione con i formaggi tipici della Francia, come il Camembert, il Beaufort, il Mont d’Or. C’è poi la fonduta svizzera, caratterizzata per l‘uso dell’Emmentaler, e nella versione più tradizionale è arricchita dal kirsch, un distillato di ciliegia che arricchisce il piatto con uno spiccato tocco fruttato.

La tecnica giusta per un’ottima fonduta di formaggio – buttalapasta.it

Da noi si fa prevalentemente la fonduta italiana, che nella sua versione più classica è fatta con la Fontina. Tipica è quella valdostana, e poi c’è la piemontese che si distingue per l’aggiunta di tuorli d’uovo e di latte. Nelle varianti gourmet si trova anche la presenza del tartufo che impreziosisce con la sua aromatizzazione.

Nelle varie regioni del Nord Italia ci sono anche altre le varianti, come la fonduta lombarda con il Bitto o quella trentina con il Vezzena. Il primo elemento per la preparazione della fonduta è la scelta del formaggio. Poi si passa a tagliarlo in piccoli pezzetti.

Il formaggio va tagliato in pezzi tutti uguali in modo che possano sciogliersi contemporaneamente in modo uniforme. Gli altri ingredienti, come il latte o la panna, vanno aggiunti gradualmente. Bisogna mescolare con costanza senza smettere: questo è il segreto, il trucco che rende la fonduta cremosa e con una consistenza liscia.

Si può usare il kit da fonduta con una casseruola in ghisa ma va bene anche in ceramica o in acciaio. Sotto si pone un piccolo fornello che mantiene costante il calore. Infine ci sono le pinze specifiche, cioè delle forchette apposite per infilzare il cibo da intingere nella fonduta.

Emiliano Fumaneri

Veronese di nascita, ho vissuto molti anni in Trentino-Alto Adige (Merano, Trento, Rovereto). Vivere in una regione di confine così ricca di storia e di strazi ha suscitato in me la passione per le lingue straniere e la curiosità per culture e costumi differenti. Mi appassionano anche la geopolitica e le tematiche ambientali.

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